Diffondete il verbo, disse il signore..

un altro mondo è possibile..

Non solo film..

come dicevano i Monty.. ora cambiamo completamente discorso..

avete mai ascoltato Guccini? si.. quello palloso e bollato come “vecchio”.. dai “giovani”..
be’, ad ascoltarlo trovereste varie cose almeno interessanti; tuttavia anche a chi da sempre se ne ritiene un buon conoscitore come me alcune cose possono sfuggire..
riascoltando la sua discografia ho riscoperto alcune canzoni meno “politiche” e “sociali” del solito, che nascondono una bellezza ulteriore dietro all’interessante (almeno per me) costruzione musicale ..

una di queste canzoni è Scirocco, in Signora Bovary: dietro la bellissima musica (peraltro molto azzeccata!) nasconde una storia da film, che Guccio rende in un modo intenso e delicato.. credetemi se vi dico che l’ho dovuta riascoltare varie volte per cogliere tutti i nessi.. e ve la presento:

Ricordi le strade erano piene di quel lucido scirocco
che trasforma la realtà abusata e la rende irreale,
sembravano alzarsi le torri in un largo gesto barocco
e in via dei Giudei volavan velieri come in un porto canale.
Tu dietro al vetro di un bar impersonale,
seduto a un tavolo da poeta francese,
con la tua solita faccia aperta ai dubbi
e un po’ di rosso routine dentro al bicchiere:
pensai di entrare per stare assieme a bere
e a chiaccherare di nubi…

Ma lei arrivò affrettata danzando nella rosa
di un abito di percalle che le fasciava i fianchi
e cominciò a parlare ed ordinò qualcosa,
mentre nel cielo rinnovato correvano le nubi a branchi
e le lacrime si aggiunsero al latte di quel tè
e le mani disegnavano sogni e certezze,
ma io sapevo come ti sentivi schiacciato
fra lei e quell’altra che non sapevi lasciare,
tra i tuoi due figli e l’una e l’altra morale
come sembravi inchiodato…

Lei si alzò con un gesto finale,
poi andò via senza voltarsi indietro
mentre quel vento la riempiva
di ricordi impossibili,
di confusione e immagini.

Lui restò come chi non sa proprio cosa fare
cercando ancora chissà quale soluzione,
ma è meglio poi un giorno solo da ricordare
che ricadere in una nuova realtà sempre identica…

Ora non so davvero dove lei sia finita,
se ha partorito un figlio o come inventa le sere,
lui abita da solo e divide la vita
tra il lavoro, versi inutili e la routine d’un bicchiere:
soffiasse davvero quel vento di scirocco
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
dietro alla faccia abusata delle cose,
nei labirinti oscuri della case,
dietro allo specchio segreto d’ogni viso,
dentro di noi…

forse che non potrebbe essere il nucleo per un bel film sentimentalone?! 😉
PS: davvero consigliato di ascoltare la canzone ora!

Comunicazione

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Magie bancarie…

La banca: per molti è il luogo ove ritrovare lo stipendio, per altri anche cassaforte di risparmi e per altri ancora luogo dove gestire il proprio bussines. Trattengono per noi il nostro denaro e su nostra indicazione lo spostano da questo a quell’altro conto, dal conto del nostro datore di lavoro al nostro.

Cifre quasi virtuali, immateriali, nessun banconota viaggia eppure, nell’era delle telematica, le banche trattano la nostra transizione con due distinte date: quella dell’operazione e quella della valuta. La data dell’operazione è semplice: indica il giorno in cui abbiamo ordinato l’operazione cioé quando siamo andati in banca per fare il bonifico oppure per incassare l’assegno dello stipendio. La data valuta invece è qualcosa che, in piena Information Technology, ha quel gusto insieme retrò e di finanza creativa alla Tanzi; rappresenta in soldoni quando noi possiamo considerare nostra quella data cifra, ossia da quando il nostro conto, magari in rosso, cesserà di farci pagare i centoeuno balzelli per non aver adoperato nostri soldi, oppure ancora, da quando l’infinatamente piccolo tasso d’interesse verrà calcolato su di un gruzzoletto leggermente più grande.

Da profano quale ero (e sono tutt’ora) il discorso mi sembrò di per se sconnesso, e per informarmi ancora meglio consultai un po’ di quelle scartoffie del c/c e scoprii che le date dell’operazione e della valuta erano diverse, ma c’è di più, oggi decido di inviare dei soldi e magia: scompaiono ipso facto dal mio conto, riposano nel limbo della finanza per 4-5 giorni et voilà prontamente recapitati (in data valuta) al destinatario. Ci vuole più tempo ai nostri soldi per muoversi attraverso la rete informatica delle banche che all’espresso Milano-Lecce ad arrivare nel Salento.

I primi istituti bancari risalgono a prima delle corrente elettrica e fare un transazione corrispondeva, veramente, nello spostamento fisico di un contabile che incontrava il rispettivo dell’altra banca e facevano quadrare i conti. Ma ora? Che cos’è questo tempo che intercorre? Dove va quotidianamente la massa di danaro che ogni giorno viene tolta dai conti correnti?

Ancora non ho saputo dare una risposta, forse semplifico un po’ troppo e magari le cose vanno in altro modo, magari c’è una procedura che ha bisogno effettivamente di quel tempo. Ma se così non fosse, le banche hanno dal canto loro un evidente e duplice guadagno: da entrambe le parti meno interessi a credito ed in caso di scoperto, l’estensione di qualche giorno di un succulento interesse, ma a debito dell’utente.

Presuppongo sia un grave comportamento delle Banche le quali usano questa doppiezza a loro uso e consumo senza che nessuno protesti; adusbef.it tace sulla vicenda e mi sembra che neanche l’arrabbiatissimo Grillo ha mai detto niente.

E voi che esperinza avete? Ho tralasciato qualcosa?
Lasciate un commento 🙂