SundayBoy

SunDayBoyIo non ho mai sofferto di meraviglia ed ancor meno di esagerato stupore. La mia complessione naturale è organizzata in modo da colpirmi da eventi inaspettatamente disturbati.

Un caso che annovero tra questi si è verificato (scaturito dal caso) in un incontro perturbante con un bambino (Sundayboy, si chiamava) apparentemente “normale” ma che, come le foto di Peter Vitkin, già impregnava l’area con una sorta di claustrofobico respiro. Un grido sghembo a volume azzerato usciva da quel cane (o cinghiale) che faceva coppia con il bambino.

Ciò che ha reso questa visione sorprendentemente energica è che a questo animale manca il muso, sostituito dal corpo di Sundayboy che lasciava trasparire ben altri sentimenti decisamente più remoti alla disperazione.

Se le creature della classica mitologia come le Arpie, Medusa od il Minotauro, insieme alle fantastiche visioni dei bestiari medievali posseggono una completezza di passioni in opposizione a corpi assemblati con frammenti discordanti, qui si aggiungeva un effetto ancora più destabilizzante dovuto soprattutto ad una ulteriore discrepanza di passioni tra le due distinte creature che componevano questo essere.

Basti guardare la rigidità dei muscoli dell’animale opposta alla totale tranquillità del bambino. Gli arti e più in particolare le zampe dell’animale con il braccio del bambino. Se da un lato gli artigli escono e si avvinghiano al suolo assicurando un punto fermo in caso di uno attacco improvviso, le unghie del bambino sono avvolte dai polpastrelli che, con una pressione attutita accarezzano il manto dell’animale; operazione seguita dalla testa del bimbo lievemente flessa, assorta in quell’operazione di delicata inutilità di parole.

Non ho mai visto versare lacrime da quei mostri che hanno sempre avuto un grande disprezzo del denaro. Non perché a loro non piacesse la ricchezza, ma perché detestavano le preoccupazioni e le seccature che sono compagne inseparabili dell’esser ricchi.

Concludo questo mio modesto intervento con un verso di Guido Lireni.

Osservate il suo contegno,
Trovatelo strano,
inspiegabile,
in apparenza semplice.
Investigate
se lo ritenete necessario, ma
consideratelo naturale

Gusto M1

Immenso stupore suscitò in me la presentazione, da parte dell’ing. Turati, della tastiera M1. Meraviglia a me ignota sia nella struttura che nella qualità dei suoni prodotti. A tal proposito ho preferito riportare qui di seguito un resoconto, tratto dall’annuario dei Migliori Strumenti del 1984, fatto dal sign. Pierpaolo Tolli, collaudatore strumentista e collaboratore per il Centro Studi Guido Lireni riguardo eventi musicali.
Buona lettura.

Grande strumento fin dal contatto visivo: struttura in grafite carbonata con punte avoriacee smaltate al nero interrotte. Massa di suoni insondabilmente morbidi e dolci all’impatto. Timpano avvolto in polposa dolcezza di frutti sonori concentrati e maturi, in drappi di spezie d’oriente affiancati in mentosi diesis e balsamici bemolli. Non solo massa compatta di nera e fitta materia, ma souplesse di gran classe: largo, volvente, polpante, attutito al tatto denso del polpastrello. Ecco che proprio questa assenza di secchezza, promuovente il persistere rotondo e avvolgente dei balsamicamente mentosi accordi, compone con effetti inspessenti un monumentale spandersi di armonie che, ben fitte al palato, sorseggiano la grande nettezza uditiva della fragranza che giunge corposa e polpante allo scalfire prodigioso dei suoi echi. Giammai vi fu quest’ottimo balance, blasonato e turgido balsamo che cristallino effluve anche nella più lunga persistenza di un fioco sibilo. Infine un padiglione auricolare che ne trasla la bananosa opulenza in soffici dispieghi che, come caramello fuso, sazia gli inchiostrati riverberi di un setoso bilanciamento.

L’OBTALK 1.1 non è una bufala!

Tempo fa sono stato invitato al linux day dall’amico Giulio Trabasso (ingegnere informatico).

Con profondo piacere ho risposto all’invito e con altrettanta gioia ho avuto il piacere di incontrare anche Rodolfo.

Tra i vari interventi all’interno del programma congressuale c’era anche un evento al quale non potevo mancare: una lezione del mio amico Giulio sull’OBTALK 1.1. Un’occasione ghiottissima per essere accompagnati in uno spazio virtuale da un amico che spesso, con modi garbati, mi ha condotto presso questi luoghi.

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Letture tecniche

L’INFORMATICA APOCRIFA

aa. vv., Franchigia blu editrice, 334 pagine, € 33,50

Caratteristica di questo libro è l’ambiguità e lo smarrimento che esso genera ad ogni istante dato che la quantità di fatti ed informazioni contenute appare inizialmente poco credibile ma nel corso della lettura l’incredulità si trasforma in dubbio suscitando nel lettore un forte desiderio di ricerca e riscontro dei dati appena letti. Alla fine non rimane altro che discuterne con gli altri, sentire ciò che pensano ed intraprendere un percorso di analisi mirante a svelare ciò che è stato occultato.

DALLA GRIGLIA ALLA RETE

Alberto Sarabatti, Furbi & Nola, 177 pagine, € 5,90

Dimenticate la mirabolanti doti degli investigatori stranieri, abbandonate ogni professionalità investigativa, rimuovete ogni forma di astuzia e sagacia e ciò che vi verrà in mente sarà solamente un fioco bagliore capace di farvi percepire la complessa personalità di Bruno Binni, il protagonista di questo avvincente giallo-visionario che parte da una pescheria ligure ed arriva alla Silicon Valley.

VESPASIANI WEB E LATRINE INFORMATICHE

Nice j. Prox, Castas, 93 pagine, € 12

Un affascinante elenco dei peggiori siti web in circolazione e dei più osceni programmi informatici in commercio. Un esilarante e bizzarro escursus su quanto di inverecondo un uomo possa concepire.

Letture consigliate

VITA CON MASSERA…ed altri artisti

di Rodolfo Cingolani, Mallotto Editore, 185 pagine, € 11,30

Un libro godibilissimo dove un tipografo racconta gli incontri (più o meno stravaganti) che per diversi anni ha fatto all’interno della sua tipografia. Tra aneddoti e ricordi (dai sonetti del vate antimassonico, ai resoconti di un militante fancazzista appassionato di storia locale, dalle vicende giovanili del giovane Little apple, alle pillole di quotidiana ingenuità della signora Maria) assaporiamo una realtà di provincia estremamente colorata che nulla ha da invidiare a ben più noti racconti umoristici.

SAN GALANTINO -Cronaca degli eventi-

di Guido Lireni e Paola Grenno, Morla Editrice, 251 pagine, € 21

Il 14 Maggio 1998 sulle coste marchigiane approdò il crocifisso di San Galantino. L’eccezionalità dell’evento (il crocifisso da molto tempo in mare, non si avvicinò mai ad altre coste) contribuì maggiormente a diffondere tra le genti l’idea che questo oggetto possedesse doti sovrannaturali. Solo più tardi si scoperse che la statua altro non era che un dispositivo radar che aveva l’obiettivo di monitorare le acque lungo la costa adriatica. Ma altri retroscena si sono aperti nel corso del tempo ed il libro di Lireni e della Grenno tenta di riaprire le indagini, frettolosamente archiviate, nell’inverno del 1999.

EBBRO DI CAOS E DI POESIA

Padre Giulio Novembre, Lux Aeterna Edizioni, 144 pagine, € 23

Tratto dall’introduzione: “La storia di Purino Malfatti è fatta di grida e di bisbigli, di sprazzi accecanti e di ombre discrete, a tratti si infervora e subito dopo si acquieta e quando gli eventi sono lì lì per aggrovigliarsi rischiando di cadere di colpo ecco che si sciolgono in un fluido iridescente di azioni che trova un nuovo ed improbabile equilibrio dotato di una eleganza inaudita. Così egli preferì vivere, come un naufrago assopito al quale nulla importa se non l’aver trovato una riva sulla quale distendersi esausto.