“CORDATE” ELETTORALI

SCHERZETTO SEMISERIO:ABSIT INJURIA!
DETTO DIVERSAMENTE:SENZA OFFESA!
UNA RIMA VERGATA IN FRETTA E FURIA,
PER LA FARSESCA ELETTORAL CONTESA!

Poichè nella campagna elettorale
Si parla molto spesso di cordate,
Le corde sono state preparate,
Su tutto il territorio nazionale –

Locale, Provinciale e Regionale –
Tutte coi cappi e bene insaponate,
Nelle diverse piazze collocate:
Per una impiccagione virtuale! *

Le corde sono pronte, e i cittadini
Aspettano con ansia quel momento,
Ivi compreso il Professor Sardini,

Al fine di sgombrare il Parlamento,
E risparmiare un sacco di quattrini,
Con il capestro: classico strumento!

* Simbolica, fittizia, immaginaria.

Potenza Picena,  Prof.?Arturo Sardini
31/3/2008.

CHIUSA

 CON I POLITICANTI A “PENDOLONE”,
RISORGEREBBE L’ITALA NAZIONE!
E I CITTADINI ANDREBBERO A VEDERE,
APPESI AI PALI,?I SERVI DEL POTERE!

– sonetto n° 3259 –

Genialità locale

solo per chi sa che significa “CiFrà”!!

i tipi che se so’ inventati sta robba sta veramente avanti (oltre che fòra)! complimentoni!!

Diffondete il verbo, disse il signore..

un altro mondo è possibile..

Non solo film..

come dicevano i Monty.. ora cambiamo completamente discorso..

avete mai ascoltato Guccini? si.. quello palloso e bollato come “vecchio”.. dai “giovani”..
be’, ad ascoltarlo trovereste varie cose almeno interessanti; tuttavia anche a chi da sempre se ne ritiene un buon conoscitore come me alcune cose possono sfuggire..
riascoltando la sua discografia ho riscoperto alcune canzoni meno “politiche” e “sociali” del solito, che nascondono una bellezza ulteriore dietro all’interessante (almeno per me) costruzione musicale ..

una di queste canzoni è Scirocco, in Signora Bovary: dietro la bellissima musica (peraltro molto azzeccata!) nasconde una storia da film, che Guccio rende in un modo intenso e delicato.. credetemi se vi dico che l’ho dovuta riascoltare varie volte per cogliere tutti i nessi.. e ve la presento:

Ricordi le strade erano piene di quel lucido scirocco
che trasforma la realtà abusata e la rende irreale,
sembravano alzarsi le torri in un largo gesto barocco
e in via dei Giudei volavan velieri come in un porto canale.
Tu dietro al vetro di un bar impersonale,
seduto a un tavolo da poeta francese,
con la tua solita faccia aperta ai dubbi
e un po’ di rosso routine dentro al bicchiere:
pensai di entrare per stare assieme a bere
e a chiaccherare di nubi…

Ma lei arrivò affrettata danzando nella rosa
di un abito di percalle che le fasciava i fianchi
e cominciò a parlare ed ordinò qualcosa,
mentre nel cielo rinnovato correvano le nubi a branchi
e le lacrime si aggiunsero al latte di quel tè
e le mani disegnavano sogni e certezze,
ma io sapevo come ti sentivi schiacciato
fra lei e quell’altra che non sapevi lasciare,
tra i tuoi due figli e l’una e l’altra morale
come sembravi inchiodato…

Lei si alzò con un gesto finale,
poi andò via senza voltarsi indietro
mentre quel vento la riempiva
di ricordi impossibili,
di confusione e immagini.

Lui restò come chi non sa proprio cosa fare
cercando ancora chissà quale soluzione,
ma è meglio poi un giorno solo da ricordare
che ricadere in una nuova realtà sempre identica…

Ora non so davvero dove lei sia finita,
se ha partorito un figlio o come inventa le sere,
lui abita da solo e divide la vita
tra il lavoro, versi inutili e la routine d’un bicchiere:
soffiasse davvero quel vento di scirocco
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
dietro alla faccia abusata delle cose,
nei labirinti oscuri della case,
dietro allo specchio segreto d’ogni viso,
dentro di noi…

forse che non potrebbe essere il nucleo per un bel film sentimentalone?! 😉
PS: davvero consigliato di ascoltare la canzone ora!

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