Questioni di memoria

Lei ha detto varie volte che la questione morale oggi è al centro della questione italiana. Perché?
La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. […] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.

La storica intervista di E. Scalfari del Luglio 81.

La prima volta che ho letto questa storica intervista ne rimasi molto colpito per il contenuto, la validità storica e per la censura indiretta degli attuali politici nei confronti dei temi proposti da Berlinguer.

A 25 anni dalla scomparsa, nel primo anno dell’era velinista, mi piace ricordare un grande della politica che ci ha lasciato una grande lezione, oramai un orpello inutile ai più.

Sono di nuovo “attore”

Espressamente richiesto da Michele Senesi, anima della Palonerofilm, ho potuto partecipare al nuovo video d’esordio dei Telemark, La Sicurezza.
Molto interessante è il testo della canzone che tratta, nello specifico, della strumentalizzazione del tema sicurezza; bene primario che viene prima reso insufficiente e poi sfruttato per generare consenso, controllo ed allo stesso tempo droga psico-ipnotica da spacciare a basso costo ad un pubblico sempre più succube.
Per quanto riguarda il video, la scena si apre con il tragitto del caffè che arriva in un camerino dove sfila il giro d’affari classico del protagonista: raccomandati (il mio ruolo), ricattatori e puttanieri. Buttando l’occhio a quello che dicono i sondaggi, il politico di turno fa le ultime raccomandazioni e và in scena, ben conscio che oramai è in una progressiva decadenza, sta su quel filo di rasoio che lo potrebbe tagliare da un momento all’altro.
Differentemente dal mia precedente comparsa (Bumba Atomika), quì la produzione ha optato per un taglio ed una ripresa molto più seria con mezzi e sistemi più ricercati ottenendo un risultato di tutto rispetto. Un ringraziamento quindi al regista ed ai Telemark per avermi richiesto ed un augurio per questo ed i prossimi lavori. Decisamente controcorrente poi il prezzo del cd: 10 pezzi + video a 5€, prezzo ristretto e necessario alla copertura dei costi di produzione del disco.

Cina ViCina

Scrivendo i post di questo blog, mi impegno, con risultati alterni, ad informare, esprimere un concetto che sia almeno interessante, che sia spunto per una riflessione più profonda. Questa volta inizio, al contrario con una lezioncina spicciola di educazione civica.

Generalizzando al massimo, potremmo dire che la libertà di espressione e quindi quella di critica con, insieme la divisione netta dei poteri esecutivi, giudiziario e legislativo rappresentano alcune tra le più evidenti differenze tra una dittatura e uno stato di diritto, quello che dovrebbe essere l’Italia.

Detto questo è interessante leggere le poche righe del comma 1 dell’art. 50-bis votato a mangioranza al Senato dagli uomini del Capo del gabinetto:

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

In sostanza, anche se sotto comunicazione del potere giudiziario, il potere esecutivo può disporre anche del potere giudiziario ed intervenire, in modo concreto e definitivo, sulla libertà di espressione perché criticare e definire inutile una norma sarà probabilmente equiparata alla disobbedienza ergo “filtrato”. Per fortuna in rete è praticamente impossibile filtrare e/o rendere irraggiungibile un determinato contenuto, in special modo se estero. Inoltre dal punto di vista mediatico, censurare è anche un po’ attirare l’attenzione verso il materiale censurato.

Sebbene inutile, questa legge è un indiscutibile indicatore dello stato di diritto a cui l’Italia sta andando incontro.

Penso che l’anno prossimo ritorni di moda quel cappello marocchinio…